FRAELE E LE DIGHE DI CANCANO

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Le dighe di Cancano si trovano in Valdidentro (Alta Valtellina) e si raggiungono salendo da Premadio, percorrendo i tornanti che risalgono il "Monte Scale" e che ci porteranno in Val di Fraele passando a fianco alle storiche torri, da dove la strada diventerà sterrata, ma sarà comunque transitabile a passo moderato con qualsiasi tipo di moto.





               
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Una volta giunti alle torri avrete modo di godervi lo splendido paesaggio che si apre sulle valle di Bormio da un lato e sulla Valdidentro dall'altro lato.

Proseguendo da qui verso Cancano, avrete modo di ammirare l'imponente opera d'ingenieria, "Un mondo più che scomparso annegato!" scrisse il poeta Bormino Giulio Pedranzini all'epoca in cui la Valle di Fraele venne "invasa" da 187.100.000 m2 di acqua.

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                               UN PO' DI STORIA


"12 denari per ogni carico trasportato", questa era la somma che, come indicato negli "Statuti Bormini" del 1516, doveva essere pagata per accedere alla Valle di Fraele. Ed è proprio sulla via che sale da Premadio che sorgono le Torri di Fraele a difesa del percorso che collegava la Valtellina a Engadina e Germania.

Situate a 1930 metri di altitudine le due torri facevano parte di una fortificazione, ormai distrutta, eretta a garantire una percorrenza sicura del Passo di Fraele detto anche "delle Scale". Tale nome deriva dalle traversine di legno che, utilizzate come gradini, venivano appoggiate sullo scosceso roccione sottostante le torri per facilitare il passaggio e, in caso di necessità, rimosse facilmente al fine di renderlo non più percorribile. Oltre ad una funzione di controllo, le torri, grazie alla loro posizione strategica, consentivano di inviare messaggi in caso di pericolo utilizzando dei segnali fumosi di giorno e luminosi di notte. La loro importanza strategica è testimoniata dalla costruzione, nel 1481, da parte di Lodovico il Moro, di una fortificazione, non più esistente.

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Entrambe le torri, grazie ai contributi della Legge Valtellina, sono state recentemente ristrutturate.
La costruzione della prima diga - Cancano I - risale al 1922, per opera dell'AEM. Quando pochi anni dopo entrò in funzione, le acque dell'alto corso dell'Adda vennero bloccate dalla spessa muraglia in cemento armato favorendo così, nel 1928, la costruzione della centrale elettrica di Rasin ad Isolaccia che produce energia elettrica utilizzandone le acque. Si è trattato di un importante passo verso il progresso che ha tuttavia comportato un forte impatto ambientale. Dieci anni dopo, nel 1939, a causa del forte sviluppo industriale, venne decisa la costruzione di un secondo sbarramento a monte del primo chiamato S.Giacomo di Fraele, nome derivante dal piccolo paese capoluogo della vallata. I lavori, bloccati a causa della Seconda Guerra Mondiale, si protrassero per più anni fino a che nel 1950 vennero terminati. Si rese quindi necessario un secondo sbarramento terminato nel 1956, venne così portata a termine la costruzione del vasto lago di Cancano II. Il nuovo lago sommerse il primo sbarramento e le costruzioni sorte nel corso degli anni sulle sue rive.
Oggi il paesaggio appare molto diverso da quello di un tempo, i laghi si collocano in un contesto ambientale caratterizzato da rocce calcaree stratificate e vette scoscese.

Proseguendo nella visita si possono raggiungere le sorgenti del fiume Adda situate a monte delle due dighe. L'Adda è un fiume a carattere torrentizio che nasce dal terreno pietroso collegato al Lago Superiore di Alpisella situato a metri 2237, prosegue il suo corso per 125 Km. fino a gettarsi nel Lario coprendo così l'intero territorio Valtellinese.

 

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