LA VAL MASINO
 
La Val Masino è una valle laterale della Valtellina collegata alla Strada Statale 38 dalla SS 404 che si trova all'altezza di Ardenno - Masino.
 
Il tratto iniziale di strada si snoda all'interno della stretta valle modellata dal torrente Masino. 
Ponte del Baffo è il primo nucleo abitato che si incontra ma non fa parte del comune di Val Masino.
Tocca a Cataeggio fare gli onori di casa. Qui, dopo lo stretto passaggio tra le case del centro, la vista spazia maggiormente. Il paese è oggi collegato, per sviluppo urbano, alla frazione di Filorera dalla quale si può deviare per la Valle di Sasso Bisolo e Preda Rossa. Superato Filorera ecco apparire con la sua immensa mole il Sasso di Remenno, meta classica per gli amanti dell'arrampicata. Proseguendo oltre si giunge all'abitato di San Martino e dopo qualche tornante ai Bagni di Masino.
 
L’attuale albergo ottocentesco si trova al termine della statale che, dopo 15 km e 18 tornanti, ci porta alla nostra meta. La strada della Val Masino è completamente asfaltata, fatto salvo il parcheggio dei Bagni di Masino. Bisogna comunque prestare particolare attenzione alle condizioni dell'asfalto: come accade per tutte le strade di montagna, durante l'inverno viene usurato dalle rigide condizioni atmosferiche.
 

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I BAGNI DI MASINO
 
 
Il termalismo  è una peculiarità della Val Masino, le cui acque dalle proprietà medicamentose note fin dai tempi più antichi hanno attirato personalità di rilievo italiane e straniere.
 
Furono scoperti, secondo quanto narra una leggenda, da un pastore che seguì una mucca la quale, a differenza delle altre, non si abbeverava al torrente, ma risaliva il versante del monte per bere da una sorgente di acqua calda, producendo poi molto più latte delle altre a dare notorietà ad una valle che, per il resto, rimaneva quasi tagliata fuori dal mondo e legata ad un’economia talora di pura sussistenza. 
 
Le terme di Masino, la cui efficacia curativa  è consacrata da fama secolare ed è illustrata da una ricca e varia letteratura antica e recente, sono situate a circa 1200 m. di altitudine.
 
Già conosciute fin dal sec XVI quando erano frequentate da “gentiluomini” della pianura lombarda; le  terme rappresentavano oltre alle acque curative, un ambiente raffinato e mondano,  frequentato da intellettuali come il Bandello che ne parla anche nelle sue novelle.
 
Alle terme oltre che usufruire dei servizi della struttura termale, è possibile accedere direttamente ad una fontana di acqua termale che sgorga a circa 38° all’interno di una grotta. La fonte si trova in cima ad una breve scalinata in pietra sulla destra dell’entrata ai Bagni.
 
 
 
IL GIGIAT

 
 
Figura da ricordare è il Gigiat, raffigurato in un murale a San Martino. Il gigiat è un bipide caprone che semina il terrore e si nutre di turisti. Ma non tutti. Con chi ama e protegge la natura il gigiat è affabile e simpatico, una sorta di guardia ecologia dei primordi. Lo han visto dondolare tra i rami degli alberi mentre gioca con gli scoiattoli. Difatti si legge, sulla parete di una casa di San Martino, all’imbocco della Val di Mello: “El Gigiat, nume tutelare de esta splendida valle. Buono con lo homo che natura rispetta, mala sorte a chi lo trovasse non rispettoso. Onori et gloria a chi el vedesse e notizia ne desse…”.
 
 
 
 
 
 
 
PER MAGGIORI INFORMAZIONI SUI BAGNI DI MASINO VISITA http://www.termemasino.com/it/
 

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